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Hanno scritto di lui

 

A.Scalini -  D.Conenna - E. Cecchini - E.Cristiano - G. Massarelli -  G.P.Palino

M.Donini - S.Perdicaro  - S. Coccia -M.T.Corleto - P.Parma - T.H.Kit - V.Tortorelli -
  
 

1972

 
 

Pittore spontaneo e genuino, si avvale di un trattamento assai indovinato del colore che non pregiudica violenza alle figure che imprime sulla tela, nel complesso riesce altrettanto bene nell’uso degli accordi cromatici. Le sue opere si distaccano un poco dal tipo tradizionale con tentativi, spesso riusciti, di portare avanti, diremo sulla scena della vita, un discorso nuovo e quindi una nuova interpretazione del suo sentire però turbato, coi suoi sfondi caratteristici della difficile situazione e dall’angoscia dei nostri giorni che si  rivela  particolarmente, in molti giovani Artisti.

 
  V.T.             
     
     
 

1973

 

BONNIE-KENT, è un pittore spontaneo e quanto  mai sensibile in tutti i suoi lavori che porta sempre a buon fine egli si avvale di una tecnica nella quale il trattamento cromatico e strutturale non è mai in eccesso, cioè spinto come usano fare alcuni pittori moderni, ma intonato  a coerenti indispensabili esigenze di forma, che sono i segni caratteristici dell’arte, Noi lo abbiamo seguito in questi ultimi anni e lo abbiamo visto trepidare di emozione ogni qualvolta si è lanciato a portare avanti un discorso nuovo,una nuova interpretazione di una Immagine della vita, del suo sentire di uomo e di artista ,fortemente  turbato  nel crescente marasma della vita di ogni giorno Bonnie-Kent ha però sempre progredito in bellezza di immagini, in perfezione  tecnica, grazie alla sua gagliarda volontà, al suo sentimento artistico che gli infonde novelle energie e allettanti speranze nel difficilissimo campo  dell’arte    figurativa. Visto sul terreno propriamente estetico, questo giovane  artista è  riuscito in brevissimo tempo, a padroneggiare nel difficilissimo amalgama del contenuto e della forma momento più scabroso della creazione artistica riuscendo a presentare opere valide sotto ogni aspetto.

  V.T.  
     
     
 

1982

 

L’attenzione di  Bonnie-Kent  nei confronti della realtà si spinge fino alla considerazione  dei particolari  solitamente  trascurati, che egli rivitalizza in  un’ottica espressiva, mirante ad individuare nelle forme oggettive i segni della considerazione essenziale dei valori esistenziali. La sua adesione al  figurativo, come genere di raffigurazione completa che non gli fa rifiutare tuttavia una terminologia simbolica, che in certe opere diviene più accentuata, creando atmosfere emblematiche. E’ il caso ad esempio di certe nature morte, nate come rappresentazione di un momento emozionale, ma al tempo stesso  cariche di una tensione meditativa, che si insinua tra i segni della composizione strutturale e nel linguaggio cromatico. La ricerca costante dell’artista,   per amalgamare le componenti  formali e contenutistiche, che trova proprio la sintesi voluta nelle scelte cromatiche, intrinseche  di tinte discrete negli sfondi luminosi nei primi piani ,con una significativa serie di contrasti.

  S.P.  
     
     
 

1983.       

 

BONNIE –KENT è un artista dotato di grande sensibilità e di uno spiccato senso di osservazione. Le sue opere testimoniano un interesse sempre vivo, partecipe, vitale nei confronti della realtà, perché per questo artista l’arte è un interesse vitale per l’essere. Molto Sensibile alla bellezza in genere è proiettato nell’ambito di una ricerca estetica, che possa evidenziare alla luce della percezione psicoanalitica il concetto puro, l’idea, della nozione acquisita dalla esperienza dell’io empirico Pittura Carboncino e China chiarificano. Nella loro ampiezza creativa, l’esigenza della ricerca di questo artista. Le opere realizzate a carboncino rappresentano il rovescio della medaglia di Bonnie-Kent. L’artista muove dalla nozione di oggettivazione,per  oggettivare la figura della  donna, in forma astratta isolandola dalla sua essenza fisica, da tale distacco ne viene fuori una apparenza,una illusione, legata intimamente alla percezione dell’ io creativo, nei confronti della nozione acquisita, di cui il soggetto ne ha fatta esperienza. Definiamo le opere di Bonnie-kent  (Studi  di critica estetica),in cui sensibilità e razionalità partecipano entrambe in uguali misure.

  G.P.P.  
     
     
     

La sua è una pittura armoniosa tra i colori caldi e densi che si celano sotto una sua Inimitabile tavolozza ,stupendamente felice in ( Profilo di ragazza e natura morta con libri) Con mano febbrile,con spiccata inventiva, le tele di Bonnie-Kent  sanno di luce  e  poesia.  A noi non resta che sottolineare la bravura di questo giovane artista che in breve tempo ha saputo imporsi per la sua pittura moderna,soffusa di colori e ingemmata  di alta  poesia.

  G.M.  
     
     
     
 

Nel diorama della pittura contemporanea,meritano di essere presi in considerazione validi artisti per l’apporto artistico, culturale di cui la società moderna ha bisogno per evolvere il suo grado di cultura; i suoi rapporti umani e sociali. Uno di questi artisti è Bonnie-Kent, presente in diversi dizionari artistici ed enciclopedie dell’arte contemporanea. Meritata, è riuscito ad imporsi alla attenzione della critica e del pubblico per il suo ( modus) pittorico, teso alla  ricerca di un proprio linguaggio creativo. Autodidatta dipinge dal 1969 con costanza passione e volontà  positiva, che gli hanno dato ragione e che hanno  portato il suo nome, attraverso rassegne d’arte nelle varie capitali Europee e negli Stati Uniti, a una posizione di primissimo piano. Bonnie-Kent è un artista dotato di grande sensibilità creativa e di uno spiccato senso di osservazione. Le sue opere testimoniano un interesse sempre vivo, partecipe,vitale nei confronti della vita perché per questo artista l’arte è vita. Questa vitalità che si dilata dalla vita all’arte, si riflette nel Nostro, osservando, analizzando,   fantasticando, egli nel raggio delle immagini; nell' amplificazione dei sentimenti e delle emozioni suo (intus) è tutto un cosmo che si illumina,nella  scaturigine dei pensieri, dei concetti,legati a un primigenio impulso emozionale, cercando nel nucleo della fantasia,la sottile rete di vivissime sensazioni. Molto sensibile alla bellezza, in genere, è proiettato nell’ambito di una ricerca estetica, che possa evidenziare alla luce della percezione psicoanalitica il concetto puro,(l’idea) della cognizione acquisita dalla esperienza dell’essere empirico. Pittura,Carboncino e chine chiarificano in tutta la loro ampiezza creativa l’esigenza della ricerca di questo giovane artista.La pittura(nudi e nature morte), evidenziano l’impronta di una intimistica dimensione,intessuta nell’armonico arpeggio di toni caldi e suadenti,nello studio sapiente di luci discrete,zampillanti della vena di emozione viva,frutto di un eloquente trasporto lirico. Ma ciò che più interessa, in questi dipinti, è la capacità percettivo costruttiva del  Bonnie-Kent, tendente a una ricerca attenta di elementi figurativi,  che realizzando una espressione di forma, possano promuovere nella sostanziale misura comprensiva dell’atto creativo un efficiente (optimum) di immagini,  che stimolando nel fruitore la percezione psichica a recepirle nella rivelazione del loro valore estetico, crei quella condizione ideale per una esperienza critico valutativa. Le opere realizzate a carboncino, rappresentano la verità più intima dell’artista, stabilendo queste un parallelo tra ( il vissuto e il fantastico):  tra la realtà e l’illusione, del resto nella filosofia dell’arte soggettivismo e illusionismo vanno di pari passo La serie illusioni (donne in profilo, abbraccio, incontro) ecc. sono forme e sentimenti oggettivati, intuiti nello spazio di una illusione, come qualcosa di ultra immagini aventi specifiche caratteristiche estetiche; qualcosa, cioè, che dia godimento spirituale, stimolando nel soggetto il sentimento estetico del ritmo, dell’armonia, della grazia;piaceri  oggettivati,  quindi  palesati come qualità essenziali dell’oggetto, intuiti in una percezione contemplativa.   

 
  M.T.C.  
     
     
 

1985

 

Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’espressione del Maestro Bonnie-Kent degno di essere conosciuto ed apprezzato per la sua encomiabile attività svolta negli anni trascorsi e che, con ancor più intensa passione, va svolgendo nell’anno presente, ho dato tutto il mio entusiastico  assenso e sono onorato di segnalare con queste mio scritto. Certo GUTTUSO, DOVA, VESPIGNANI, ANNIGONI, QUASIMODO, UNGARETTI, ecc. non hanno bisogno di presentazioni, mentre i più incontrano difficoltà a farsi conoscere e a trovare una propria dimensione secondo il valore personale.Ho voluto appunto segnalare questo artista cui conosco la completa dedizione alla nobile arte, nella quale eccelle per meriti non comuni. E per autentico valore, al fine di additarlo, come vivissimo esempio, punto di riferimento e pietra miliare nell'intricato mondo cui appartiene di

pieno e sacrosanto diritto.

  A.S.  
     
     
     

L'olio,il carboncino,la china sono le tecniche che l'artista predilige e padroneggia con spiccata maestria ed originalità nella creazione artistica. il senso del disegno è quanto mai pregevole e la sua perfezione stilistica segue da vicino  le correnti più nuove dell'espressività moderna, ritrascritta, però, con gusto ed intenti molto personali ed intimi. La poliedricità e pluralità del reale vengono così ad essere scomposte in una interpreta- zione fortemente psichica che tende a svelarne l'interiorita più riposta. nelle tele dell'artista non v'è spazio per atteggiamenti alla moda  o manieristici, ma tutto è affidato ad una visualizzazione  della materia proposta con segni efficaci e lineari nella loro simbologia. La percezione cromatica non solo è del tutto adeguata alla discorsività tematica delle singole opere, ma interviene autonomamente nel processo creativo offrendo uno spessore di concretezza espositiva attraverso l'impasto e la scelta dell'effetto ottico, In questo senso, ogni tela risente positivamente dell'atmosfera di ricerca sperimentale in cui l'artista è impegnato: ne risulta un'arte sempre in  tensione e in movimento con se stessa e con la realtà circostante, verace testimonianza dell'ansia estetica della creatività contemporanea.

  M.T.C.  
     
     
 

 

 

Raffinato cultore della forma( il nudo rappresenta uno dei punti cardini della sua arte) sa sapientemente sfruttare le sue doti pittoriche nel proporci  immagini di notevole potenza estetico –lirica. Lo abbiamo ammirato ricercatore instancabile della espressione artistica nelle sue (illusioni), creazioni astratte sospese tra il fantastico e il razionale, nelle quali l ’io empirico e l ’io artistico, per così dire, in una simbiosi di squisite sensazioni.Dopo questo periodo ritroviamo un Bonnie-Kent più maturo, consapevole della propria esperienza acquisita per poter illustrarci una proposta di astrattismo molto  interessante. Il Nostro percorre due vie la pittura astratta con significato e la pittura astratta priva di significato, in tale distinzione egli intende esprimere  il concetto intellettuale dell’astrattismo inteso come proiezione di studio dell’analisi concettuale della forma d’arte e di ricerca estetico critica.In questo  spazio egli si muove con padronanza di stile e autenticità espressiva, alla ricerca di mezzi interpretativi del linguaggio plastico forme ancora legate a un  significato letterario, divenute impulso dell’attività intellettuale al di la del concetto del limite sensorio, e forme di pura concezione astratta.Sia nell’una che  nell’altra forma, si rivela artista intelligente e fantasioso.Il modulo lineare della intelaiatura di base,intuito con originalità ed eleganza;l’armonia strutturale della compagine compositiva l’adozione dei colori primari e l ’impiego dei loro complementari usati con abilità e buon gusto,sono gli elementi rivelatori di questa pittura. Gli oli e le chine ubbidiscono a una ricerca di forma; interessanti le nature morte a china veri studi di stilizzazione astratta,  in cui eleganza e armonia si convertono in una musica segreta, intima. Nelle opere a olio; condotte con lucidità analitica, e capacità costruttiva, egli esalta il valore concettuale della forma, cercando nel ritmo del colore e nella sintassi dei tracciati una adeguazione di forma e di contenuto.

  G.P.P.  
     
     
     
 

C ’e sempre nella vita di un artista ( e guai se così non fosse), una continua evoluzione, una continua maturazione, cosicché il discorso pittorico si evolve in sintonia con l’attualità della vita, con i sempre nuovi modelli comportamentali dell’uomo determinati dall’incalzare degli avvenimenti che caratterizzano la nostra esistenza. E’ così è stato per Bonnie-Kent quando nel 1969 iniziò ad esprimersi con matita e pennelli ovviamente lo fece sfruttando il linguaggio più recepibile almeno come immediatezza e più chiaro per chiunque,cioè il figurativo. Poi il tempo ha modificato tante cose all’esterno con incidenza precisa nell’intimo di  Bonnie-Kent  il quale,  pian  piano, ha conquistato con sicurezza, e con tanta sincerità, un nuovo modo  d’espressione. Non ci sentiamo certo di condannare o meno dimenticare la produzione precedente di Bonnie-Kent , che anzi riteniamo valida ancor oggi,  ma certo che nel confronto si scopre l’ansia creativa dell’artista, si scoprono le sue angosce, le sue gioie, i suoi tormenti interiori, tanto che il  turbinio delle tensioni sentimentali lo si avverte proprio in quella nuova impostazione segnica alla quale dedica ogni sua attenzione e che certamente non è nella sua geometricità priva di stimoli emozionali. Già nel clima figurativo Bonnie-Kent riusciva a creare una atmosfera di convincente comunicatività pur in quella dinamica di un cromatismo mantenuto  su  toni scuri trascendendo la mera illustrazione fine a se stessa bensì pregnando ogni opera di  fremiti della propria personalità. E’ già in quelle opere si avvertiva il latente riflesso di una diversa e ben precisa (intendiamo riferirci alle opere a olio che pio è venuta via via schiarendosi ed affermandosi fino ad arrivare ad una sua completa realizzazione. La nuova dimensione del pittore Romagnolo si inquadra in un modo quasi concettuale di vedere l’essenza delle cose, un concettualismo, comunque che non vuol dire astrazione dai sentimenti, dalla propria sensibilità, che non vuol dire esasperato ermetismo, ma che concretizza invece, in ogni sua opera, un mondo frenetico di passioni di intuizioni di sogni, di emotività. E’ certo, però, che il soggetto va scoperto, va individuato, in quelle composizioni geometriche, va ricercato e capito, ed allora l’astratto diviene realtà per il godimento completo di quella comunicatività che sempre si desidera riscontrare nel messaggio che un artista vuole ma soprattutto deve dare. Geometricità dicevamo, nelle opere di Bonnie-Kent,ma con linee morbide, sempre finalizzate ad assegnare significato e contenuto all’impulso  creativo, a valorizzare il soggetto  nella sua spazialità  entro la quale vive come in un arco onirico, dove paiono illusorie le formazioni materiche. Ma se nel segno si riscontrano elementi al quanto  positivi, non meno nel colore che è sempre, ben inventato, ben coordinato con i fili del linguaggio, con i fili del racconto.Vivacità cromatica che comunque nella sua esposizione complessiva, non indulge ad esasperati entusiasmi, mantenendosi invece su moduli ritmici di reale freschezza, proponendosi in perfetto equilibrio estetico. Una espressione artistica, dunque, quella di Bonnie-kent, che si sviluppa su un pentagramma di dolce e penetrante musicalità.

 
  M.D.  
     
     
 

1986

 

Paul  Bonnie-kent è un pittore accurato e stilisticamente ben preparato. Ogni sua opera è una forma di comunicazione, un messaggio di espressiva e ben disegnata coerenza. Osservando queste opere di Bonnie-kent, presentate in questa interessante esposizione, organizzata dal Centro Europeo di iniziative Culturali  di ROMA, qui alla galleria di esposizione nella City Hall di HONG KONG, si può dire che  l’artista accetta la vita e tutte le cose che fanno parte della nostra esperienza quotidiana; ma che non le accetta quando la vita è condizionata da schemi predeterminati. La sua posizione non è ribellione o polemica, ma proprio un rifiuto: rifiuta le forme artistiche correnti, il disegno e la pittura tradizionali. sceglie di essere solo e di condurre il suo discorso pittorico nello stesso modo in cui egli considera se stesso: un piccolo  frammento, di quella umanità che lo circonda. Attraverso queste opere si può capire che l’angoscia di ogni giorno può in qualche modo essere trasfigurata dalla bellezza, anche se questa bellezza non sopravviverà al domani, quando cioè dovrà essere ricreata. Nel  frattempo però, essa ci  da la forza di sopportare la sofferenza della vita di ogni giorno: in questo modo l’artista elabora attentamente, con semplicità e purezza di  contenuto il suo discorso artistico personale, rilevando un temperamento ben marcato. La materia del disegno gli permette di raggiungere quella  moderata eleganza che comunica direttamente con lo spettatore, attraverso la forza di espressione. Le opere di Bonnie-Kent, che abbiamo analizzato, occupano un ben meritato posto in questa interessante esposizione.    

  T.H.K.  
     
     
 

1988

 

Paul Bonnie-Kent è un pittore con alle spalle una nutrita serie di esposizioni sia in Italia che all’estero. Si è ormai conquistato uno spazio nel panorama artistico internazionale. Le sue opere sono una esplicita non accettazione della quotidianità, che ne fa un’artista “ impegnato”, e assai interessante. Gli oggetti sono scomposti manipolati e frantumati in tanti spazi cromatici per cogliere la poliedricità dei problemi e delle insofferenze umane che si celano dietro la facciata dell’esperienza quotidiana.  Mostra padronanza e capacità di disegno, disegni che si fondono in cromie calde che pervadono tutta la tela. Le sue tele “ nature morte e nudi femminili ”, sono scomposte e frantumate, aggrovigliate da fili geometrici per riproporre una realtà tutta insofferente e pesantemente condizionata che deve essere riconquistata da ogni individuo giorno dopo giorno nel contesto della propria quotidianità.

  E.C.  
     
     
 

1988

 
 

La sua pittura a subito nel tempo (nelle opere da noi esaminate che coprono il ventennio (  1969 1989 )  uno sviluppo logico e necessario, passando dal  figurativo alle problematiche del movimento astratto, realizzando una personale leggibilità  “altra”  dalle impreviste ed imprevedibili corrispondenze  visive giocate attraverso le sensazioni piuttosto che attraverso gli oggetti o le persone. Ecco come nelle opere recenti del pittore Cattolichino, l’antica   mediazione grafica e cromatica viene aggiunta alla più diretta e consapevole trasmissione delle problematiche psicologiche. E’ indubbiamente una svolta  in senso antiromantico, mistica se vogliamo e Paul  Bonnie-Kent lega tutto ciò che può essere legato per restituire un senso alla vita, cerca la sintesi, la vivificazione di un emblema, un equilibrio entro il quale far spaziare la definizione lineare netta ed i rapporti significativi che intercorrono tra un colore e l'altro              .                                                                   

 
  P.P.  
     
     
 

2003

 
 

Forme sintetiche, articolate in originali insiemi, emergono nell'ordito geometrico che Bonnie-Kent elabora nelle sue opere,fondendo razionalità  e simbologia, visione fisica e percezione ideale in un'interpretazione della realtà oltre la sua dimensione fenomenica. Pittura di contenuto che amplifica la concettualizzazione in una animata dialettica grafica, rendendo  espressive le immagini soprattutto con le vibrazioni del tessuto coloristico.

 
  S.P.  
     
     
 

2004

 
 

L'artista Bonnie-Kent Paul, è figura originale contemporanea d'un astrattismo che potremo definire metafisico,nel senso di voler rifuggire la rigida fisicità reale, ma non per questo trascendere in trasfigurazioni oniriche, o peggio ancora in metapsichismi di  maniera, poichè l'unico assunto della sua esistenza di uomo e di artista, è quello di considerare la forma nel suo" farsi", nel suo concretizzarsi qualitativo è che spesso è  condizionato non già dal modo, bensì dal suo collocarsi spazio-temporale. La sua forma è evoluzione dinamica nello spazio, non certo, non definito nel suo topico-temporale, ma come essenza spirituale che si attua dinamicamente in tutto il qualitativo possibile, ma che non può essere definito come esigenza del reale, ma il reale che si attua come armonia del caso. E la forma si lascia definire, surrealismo dinamico-creativo, nell'intricato labirinto prospettico spaziale, in tutta la propria bellezza ed espressività, talchè ogni elemento di se, ogni sua manifestazione, altri non è che un armonico divenire e che l'artista coglie e come sintesi che come attualità del suo manifestarsi, mentre già Ella muta, evolve in altra sua forma ed espressività che contiene in se e la propria attualità conseguenziale come pure l'intima ragione dinamico-trasformativa. In sintesi, nulla è statico, tutto è dinamica attuazione, si che la ragione, nel mentre coglie un aspetto, avverte l'angoscia d'una propria intuita limitazione, poichè tutta la realtà, anche se apparentemente statica, intimamente è ragione d'un dinamismo armonico evolutivo. E' la denuncia dell'uomo-artista, d'ogni convenzione, d'ogni forma abitudinaria del pensiero e dell'attività creativa e che limitano l'intima comprensione del tutto e del rapporto armonico tra "l'io", particola definita, e l'universale. In sintesi ritenere ogni aspetto della realtà, pur nelle propria originalità soggettiva, come conseguenza di un insieme di enti formali che l'hanno detrerminata, ma che nel contempo è essa stessa parte di un'altra e più complessa originalità, la quale, nel mentre si mostra è già"altro". Ed è un processo quello dell'artista, che mentre mette in discussione la fallace certezza della realtà, contestualmente spinge la ragione ad aprirsi a spazi prospettici più ampi, si da cogliere, in un più complesso dinamismo prospettico-formale, quell'unica ragione che è motore e fine d'un dinamismo armonico-evolutivo, in quale altri non è che manifestazione dello Spirito Assoluto 

 
  S.C.  
     
     
 

2008

 
 

Non è artista chi continua ad esserlo, ma chi smette e ricomincia. E ha dentro la forza di farlo. Assioma che segna ‘la vita sua et le opere’ di una intelligenza geometrica che lo avvicina pur con grandi ricorsi astorici al Novecento di Veronesi e  di Dadice....... Romagnolo puro profondo osservatore della irrealtà. Ha avuto il coraggio civile di riprendere tele e pennelli e riaprire con Dea Arte. Ed è quanto basta……. Secondo chi  qui scrive, il più eclettico, eccentrico, operatore dei nostri giorni. Nel 2006 “rinasce”,(almeno così pare), recupera le non sudate carte, guachès ingialliti, vecchie tele mai portate alla luce e cerca di ritrovare il centro di gravità permanente espressivo, alternando figurazione all’astratto al surreale. Il Bonnie sa che essere originali, eclettici, eccentrici oggi vuol dire esprimere un peso specifico culturale elevato.…

 
  D.C.  
      
    
    
 

2009

 
 

Nei dipinti di Paul Bonnie Kent, luce segno e colore, si incontrano attraverso un gioco di composizioni dando vita ad immagini vitali, di inesauribile energia, che risucchiano lo spettatore in un vortice di tinte passionali e appassionate. E mentre il puzzle si compone, le figure evocate emergono nella loro totale bellezza

 
E.C.
     
 
    Paul Bonnie Kent  in