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Visitate la Galleria Virtuale
del pittore
Paul Bonnie Kent, con le critiche, le mostre,
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Risoluzione - 1024- 768 - Resolution |
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English
version |
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Hanno scritto di lui |
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A.Scalini - D.Conenna - E.
Cecchini - E.Cristiano - G. Massarelli -
G.P.Palino |
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M.Donini -
S.Perdicaro - S. Coccia -M.T.Corleto - P.Parma
- T.H.Kit - V.Tortorelli - |
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1972 |
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Pittore spontaneo e genuino, si avvale di un
trattamento assai indovinato del colore che non
pregiudica violenza alle figure che imprime sulla
tela, nel complesso riesce altrettanto bene nell’uso
degli accordi cromatici. Le sue opere si distaccano
un poco dal tipo tradizionale con tentativi, spesso
riusciti, di portare avanti, diremo sulla scena
della vita, un discorso nuovo e quindi una nuova
interpretazione del suo sentire però turbato, coi
suoi sfondi caratteristici della difficile
situazione e dall’angoscia dei nostri giorni che si
rivela particolarmente, in molti giovani Artisti.
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V.T. |
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1973 |
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BONNIE-KENT, è un pittore spontaneo e quanto mai
sensibile in tutti i suoi lavori che porta sempre a
buon fine egli si avvale di una tecnica nella quale
il trattamento cromatico e strutturale non è mai in
eccesso, cioè spinto come usano fare alcuni pittori
moderni, ma intonato a coerenti indispensabili
esigenze di forma, che sono i segni caratteristici
dell’arte, Noi lo abbiamo seguito in questi ultimi
anni e lo abbiamo visto trepidare di emozione ogni
qualvolta si è lanciato a portare avanti un discorso
nuovo,una nuova interpretazione di una Immagine
della vita, del suo sentire di uomo e di artista
,fortemente turbato nel crescente marasma della
vita di ogni giorno Bonnie-Kent ha però sempre
progredito in bellezza di immagini, in perfezione
tecnica, grazie alla sua gagliarda volontà, al suo
sentimento artistico che gli infonde novelle energie
e allettanti speranze nel difficilissimo campo
dell’arte figurativa. Visto sul terreno
propriamente estetico, questo giovane artista è
riuscito in brevissimo tempo, a padroneggiare nel
difficilissimo amalgama del contenuto e della forma
momento più scabroso della creazione artistica
riuscendo a presentare opere valide sotto ogni
aspetto. |
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V.T. |
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1982 |
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L’attenzione di Bonnie-Kent nei confronti della
realtà si spinge fino alla considerazione dei
particolari solitamente trascurati, che egli
rivitalizza in un’ottica espressiva, mirante ad
individuare nelle forme oggettive i segni della
considerazione essenziale dei valori esistenziali.
La sua adesione al figurativo, come genere di
raffigurazione completa che non gli fa rifiutare
tuttavia una terminologia simbolica, che in certe
opere diviene più accentuata,
creando atmosfere emblematiche. E’ il caso ad
esempio di certe
nature morte, nate come rappresentazione di un
momento emozionale, ma al tempo stesso cariche di
una tensione meditativa, che si insinua tra i segni
della composizione strutturale e nel linguaggio
cromatico. La ricerca costante dell’artista, per
amalgamare le componenti formali e contenutistiche,
che trova proprio la sintesi voluta nelle scelte
cromatiche, intrinseche di tinte discrete negli
sfondi luminosi nei primi piani ,con una
significativa serie di contrasti.
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S.P. |
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1983. |
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BONNIE –KENT è un artista dotato di grande
sensibilità e di uno spiccato senso di osservazione.
Le sue opere testimoniano un interesse sempre vivo,
partecipe, vitale nei confronti della realtà, perché
per questo artista l’arte è un interesse vitale per
l’essere. Molto Sensibile alla bellezza in genere è
proiettato nell’ambito di una ricerca estetica, che
possa evidenziare alla luce della percezione
psicoanalitica il concetto puro, l’idea, della nozione
acquisita dalla esperienza dell’io empirico Pittura
Carboncino e China chiarificano. Nella loro ampiezza
creativa, l’esigenza della ricerca di questo
artista. Le opere realizzate a carboncino
rappresentano il rovescio della medaglia di Bonnie-Kent. L’artista muove dalla nozione di
oggettivazione,per oggettivare la figura della
donna, in forma astratta isolandola dalla sua
essenza fisica, da tale distacco ne viene fuori una
apparenza,una illusione, legata intimamente alla
percezione dell’ io creativo, nei confronti della
nozione acquisita, di cui il soggetto ne ha fatta
esperienza. Definiamo le opere di Bonnie-kent
(Studi di critica estetica),in cui sensibilità e
razionalità partecipano entrambe in uguali misure. |
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G.P.P. |
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La sua è una pittura armoniosa tra i colori caldi e
densi che si celano sotto una sua Inimitabile
tavolozza ,stupendamente felice in ( Profilo di
ragazza e natura morta con libri) Con mano
febbrile,con spiccata inventiva, le tele di
Bonnie-Kent sanno di luce e poesia. A noi non
resta che sottolineare la bravura di questo giovane
artista che in breve tempo ha saputo imporsi per la
sua pittura moderna,soffusa di colori e ingemmata
di alta poesia. |
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G.M. |
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Nel diorama della pittura contemporanea,meritano di
essere presi in considerazione validi artisti per
l’apporto artistico, culturale di cui la società
moderna ha bisogno per evolvere il suo grado di
cultura; i suoi rapporti umani e sociali. Uno di
questi artisti è Bonnie-Kent, presente in diversi
dizionari artistici ed enciclopedie dell’arte
contemporanea. Meritata, è riuscito ad imporsi alla
attenzione della critica e del pubblico per il suo (
modus) pittorico, teso alla ricerca di un proprio
linguaggio creativo. Autodidatta dipinge dal 1969
con costanza passione e volontà positiva, che gli
hanno dato ragione e che hanno portato il suo nome,
attraverso rassegne d’arte nelle varie capitali
Europee e negli Stati Uniti, a una posizione di
primissimo piano. Bonnie-Kent è un artista dotato di
grande sensibilità creativa e di uno spiccato senso
di osservazione. Le sue opere testimoniano un
interesse sempre vivo, partecipe,vitale nei
confronti della vita perché per questo artista
l’arte è vita. Questa vitalità che si dilata dalla
vita all’arte, si riflette nel Nostro, osservando,
analizzando, fantasticando, egli nel raggio delle
immagini; nell' amplificazione dei sentimenti e
delle emozioni suo (intus) è tutto un cosmo che si
illumina,nella scaturigine dei pensieri, dei
concetti,legati a un primigenio impulso emozionale,
cercando nel nucleo della fantasia,la sottile rete
di vivissime sensazioni. Molto sensibile alla
bellezza, in genere, è proiettato nell’ambito di una
ricerca estetica, che possa evidenziare alla luce
della percezione psicoanalitica il concetto
puro,(l’idea) della cognizione acquisita dalla
esperienza dell’essere empirico. Pittura,Carboncino
e chine chiarificano in tutta la loro ampiezza
creativa l’esigenza della ricerca di questo giovane
artista.La pittura(nudi e nature morte), evidenziano
l’impronta di una intimistica dimensione,intessuta
nell’armonico arpeggio di toni caldi e
suadenti,nello studio sapiente di luci
discrete,zampillanti della vena di emozione
viva,frutto di un eloquente trasporto lirico. Ma ciò
che più interessa, in questi dipinti, è la capacità
percettivo costruttiva del Bonnie-Kent, tendente a
una ricerca attenta di elementi figurativi, che
realizzando una espressione di forma, possano
promuovere nella sostanziale misura comprensiva
dell’atto creativo un efficiente (optimum) di
immagini, che stimolando nel fruitore la percezione
psichica a recepirle nella rivelazione del loro
valore estetico, crei quella condizione ideale per
una esperienza critico valutativa. Le opere
realizzate a carboncino, rappresentano la verità più
intima dell’artista, stabilendo queste un parallelo
tra ( il vissuto e il fantastico): tra la realtà e
l’illusione, del resto nella filosofia dell’arte
soggettivismo e illusionismo vanno di pari passo La
serie illusioni (donne in profilo, abbraccio,
incontro) ecc. sono forme e sentimenti oggettivati,
intuiti nello spazio di una illusione, come qualcosa
di ultra immagini aventi specifiche caratteristiche
estetiche; qualcosa, cioè, che dia godimento
spirituale, stimolando nel soggetto il sentimento
estetico del ritmo, dell’armonia, della
grazia;piaceri oggettivati, quindi palesati come
qualità essenziali dell’oggetto, intuiti in una
percezione contemplativa.
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M.T.C. |
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1985 |
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Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica
verso l’espressione del Maestro Bonnie-Kent degno di
essere conosciuto ed apprezzato per la sua
encomiabile attività svolta negli anni trascorsi e
che, con ancor più intensa passione, va svolgendo
nell’anno presente, ho dato tutto il mio
entusiastico assenso e sono onorato di segnalare
con queste mio scritto. Certo GUTTUSO, DOVA,
VESPIGNANI, ANNIGONI, QUASIMODO, UNGARETTI, ecc. non
hanno bisogno di presentazioni, mentre i più
incontrano difficoltà a farsi conoscere e a trovare
una propria dimensione secondo il valore
personale.Ho voluto appunto segnalare questo artista
cui conosco la completa dedizione alla nobile arte,
nella quale eccelle per meriti non comuni.
E per autentico valore, al fine di additarlo, come
vivissimo esempio, punto di riferimento e pietra
miliare nell'intricato mondo cui appartiene di
pieno e sacrosanto diritto. |
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A.S. |
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L'olio,il carboncino,la china sono le tecniche che
l'artista predilige e padroneggia con spiccata
maestria ed originalità nella creazione artistica.
il senso del disegno è quanto mai pregevole e la sua
perfezione stilistica segue da vicino le correnti
più nuove dell'espressività moderna, ritrascritta,
però, con gusto ed intenti molto personali ed
intimi. La poliedricità e pluralità del reale
vengono così ad essere scomposte in una interpreta-
zione fortemente psichica che tende a svelarne
l'interiorita più riposta. nelle tele dell'artista
non v'è spazio per atteggiamenti alla moda o
manieristici, ma tutto è affidato ad una
visualizzazione della materia proposta con segni
efficaci e lineari nella loro simbologia. La
percezione cromatica non solo è del tutto adeguata
alla discorsività tematica delle singole opere, ma
interviene autonomamente nel processo creativo
offrendo uno spessore di concretezza espositiva
attraverso l'impasto e la scelta dell'effetto
ottico, In questo senso, ogni tela risente
positivamente dell'atmosfera di ricerca sperimentale
in cui l'artista è impegnato: ne risulta un'arte
sempre in tensione e in movimento con se stessa e
con la realtà circostante, verace testimonianza
dell'ansia estetica della creatività contemporanea. |
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M.T.C. |
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Raffinato cultore della forma( il nudo rappresenta
uno dei punti cardini della sua arte) sa
sapientemente sfruttare le sue doti pittoriche nel
proporci immagini di notevole potenza estetico
–lirica. Lo abbiamo ammirato ricercatore
instancabile della espressione artistica nelle sue
(illusioni), creazioni astratte sospese tra il
fantastico e il razionale, nelle quali l ’io
empirico e l ’io artistico, per così dire, in una
simbiosi di squisite sensazioni.Dopo questo periodo
ritroviamo un Bonnie-Kent più maturo, consapevole
della propria esperienza acquisita per poter
illustrarci una proposta di astrattismo molto
interessante. Il Nostro percorre due vie la pittura
astratta con significato e la pittura astratta priva
di significato, in tale distinzione egli intende
esprimere il concetto intellettuale
dell’astrattismo inteso come proiezione di studio
dell’analisi concettuale della forma d’arte e di
ricerca estetico critica.In questo spazio egli si
muove con padronanza di stile e autenticità
espressiva, alla ricerca di mezzi interpretativi del
linguaggio plastico forme ancora legate a un
significato letterario, divenute impulso
dell’attività intellettuale al di la del concetto
del limite sensorio, e forme di pura concezione
astratta.Sia nell’una che nell’altra forma, si
rivela artista intelligente e fantasioso.Il modulo
lineare della intelaiatura di base,intuito con
originalità ed eleganza;l’armonia strutturale della
compagine compositiva l’adozione dei colori primari
e l ’impiego dei loro complementari usati con
abilità e buon gusto,sono gli elementi rivelatori di
questa pittura. Gli oli e le chine ubbidiscono a una
ricerca di forma; interessanti le nature morte a
china veri studi di stilizzazione astratta, in cui
eleganza e armonia si convertono in una musica
segreta, intima. Nelle opere a olio; condotte con
lucidità analitica, e capacità costruttiva, egli
esalta il valore concettuale della forma, cercando
nel ritmo del colore e nella sintassi dei tracciati
una adeguazione di forma e di contenuto. |
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G.P.P. |
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C ’e sempre nella vita di un artista ( e guai se
così non fosse), una continua evoluzione, una
continua maturazione, cosicché il discorso pittorico
si evolve in sintonia con l’attualità della vita,
con i sempre nuovi modelli comportamentali dell’uomo
determinati dall’incalzare degli avvenimenti che
caratterizzano la nostra esistenza. E’ così è stato
per Bonnie-Kent quando nel 1969 iniziò ad esprimersi
con matita e pennelli ovviamente lo fece sfruttando
il linguaggio più recepibile almeno come
immediatezza e più chiaro per chiunque,cioè il
figurativo. Poi il tempo ha modificato tante cose
all’esterno con incidenza precisa nell’intimo di
Bonnie-Kent il quale, pian piano, ha conquistato
con sicurezza, e con tanta sincerità, un nuovo modo
d’espressione. Non ci sentiamo certo di condannare o
meno dimenticare la produzione precedente di
Bonnie-Kent , che anzi riteniamo valida ancor oggi,
ma certo che nel confronto si scopre l’ansia
creativa dell’artista, si scoprono le sue angosce,
le sue gioie, i suoi tormenti interiori, tanto che
il turbinio delle tensioni sentimentali lo si
avverte proprio in quella nuova impostazione segnica
alla quale dedica ogni sua attenzione e che
certamente non è nella sua geometricità priva di
stimoli emozionali. Già nel clima figurativo
Bonnie-Kent riusciva a creare una atmosfera di
convincente comunicatività pur in quella dinamica di
un cromatismo mantenuto su toni scuri trascendendo
la mera illustrazione fine a se stessa bensì
pregnando ogni opera di fremiti della propria
personalità. E’ già in quelle opere si avvertiva il
latente riflesso di una diversa e ben precisa
(intendiamo riferirci alle opere a olio che pio è
venuta via via schiarendosi ed affermandosi fino ad
arrivare ad una sua completa realizzazione. La nuova
dimensione del pittore Romagnolo si inquadra in un
modo quasi concettuale di vedere l’essenza delle
cose, un concettualismo, comunque che non vuol dire
astrazione dai sentimenti, dalla propria
sensibilità, che non vuol dire esasperato ermetismo,
ma che concretizza invece, in ogni sua opera, un
mondo frenetico di passioni di intuizioni di sogni,
di emotività. E’ certo, però, che il soggetto va
scoperto, va individuato, in quelle composizioni
geometriche, va ricercato e capito, ed allora
l’astratto diviene realtà per il godimento completo
di quella comunicatività che sempre si desidera
riscontrare nel messaggio che un artista vuole ma
soprattutto deve dare. Geometricità dicevamo, nelle
opere di Bonnie-Kent,ma con linee morbide, sempre
finalizzate ad assegnare significato e contenuto
all’impulso creativo, a valorizzare il soggetto
nella sua spazialità entro la quale vive come in un
arco onirico, dove paiono illusorie le formazioni
materiche. Ma se nel segno si riscontrano elementi
al quanto positivi, non meno nel colore che è
sempre, ben inventato, ben coordinato con i fili del
linguaggio, con i fili del racconto.Vivacità
cromatica che comunque nella sua esposizione
complessiva, non indulge ad esasperati entusiasmi,
mantenendosi invece su moduli ritmici di reale
freschezza, proponendosi in perfetto equilibrio
estetico. Una espressione artistica, dunque, quella
di Bonnie-kent, che si sviluppa su un pentagramma di
dolce e penetrante musicalità. |
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M.D. |
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1986 |
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Paul Bonnie-kent è un pittore accurato e
stilisticamente ben preparato. Ogni sua opera è una
forma di comunicazione, un messaggio di espressiva e
ben disegnata coerenza. Osservando queste opere di
Bonnie-kent, presentate in questa interessante
esposizione, organizzata dal Centro Europeo di
iniziative Culturali di ROMA, qui alla galleria di
esposizione nella City Hall di HONG KONG, si può
dire che l’artista accetta la vita e tutte le cose
che fanno parte della nostra esperienza quotidiana;
ma che non le accetta quando la vita è condizionata
da schemi predeterminati. La sua posizione non è
ribellione o polemica, ma proprio un rifiuto:
rifiuta le forme artistiche correnti, il disegno e
la pittura tradizionali. sceglie di essere solo e di
condurre il suo discorso pittorico nello stesso modo
in cui egli considera se stesso: un piccolo
frammento, di quella umanità che lo circonda.
Attraverso queste opere si può capire che l’angoscia
di ogni giorno può in qualche modo essere
trasfigurata dalla bellezza, anche se questa
bellezza non sopravviverà al domani, quando cioè
dovrà essere ricreata. Nel frattempo però, essa ci
da la forza di sopportare la sofferenza della vita
di ogni giorno: in questo modo l’artista elabora
attentamente, con semplicità e purezza di contenuto
il suo discorso artistico personale, rilevando un
temperamento ben marcato. La materia del disegno gli
permette di raggiungere quella moderata eleganza
che comunica direttamente con lo spettatore,
attraverso la forza di espressione. Le opere di
Bonnie-Kent, che abbiamo analizzato, occupano un ben
meritato posto in questa interessante
esposizione. |
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T.H.K. |
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1988 |
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Paul Bonnie-Kent è un pittore con alle spalle una
nutrita serie di esposizioni sia in Italia che
all’estero. Si è ormai conquistato uno spazio nel
panorama artistico internazionale. Le sue opere sono
una esplicita non accettazione della quotidianità,
che ne fa un’artista “ impegnato”, e assai
interessante. Gli oggetti sono scomposti manipolati
e frantumati in tanti spazi cromatici per cogliere
la poliedricità dei problemi e delle insofferenze
umane che si celano dietro la facciata
dell’esperienza quotidiana. Mostra padronanza e
capacità di disegno, disegni che si fondono in
cromie calde che pervadono tutta la tela. Le sue
tele “ nature morte e nudi femminili ”, sono
scomposte e frantumate, aggrovigliate da fili
geometrici per riproporre una realtà tutta
insofferente e pesantemente condizionata che deve
essere riconquistata da ogni individuo giorno dopo
giorno nel contesto della propria quotidianità. |
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E.C. |
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1988 |
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La sua pittura a subito nel tempo (nelle opere da
noi esaminate che coprono il ventennio ( 1969 1989
) uno sviluppo logico e necessario, passando dal
figurativo alle problematiche del movimento
astratto, realizzando una personale leggibilità
“altra” dalle impreviste ed imprevedibili
corrispondenze visive giocate attraverso le
sensazioni piuttosto che attraverso gli oggetti o le
persone. Ecco come nelle opere recenti del pittore
Cattolichino, l’antica mediazione grafica e
cromatica viene aggiunta alla più diretta e
consapevole trasmissione delle problematiche
psicologiche. E’ indubbiamente una svolta in senso
antiromantico, mistica se vogliamo e Paul
Bonnie-Kent lega tutto ciò che può essere legato per
restituire un senso alla vita, cerca la sintesi, la
vivificazione di un emblema, un equilibrio entro il
quale far spaziare la definizione lineare netta ed i
rapporti significativi che intercorrono tra un
colore e l'altro
.
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P.P. |
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2003 |
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Forme sintetiche, articolate in originali insiemi,
emergono nell'ordito geometrico che Bonnie-Kent
elabora nelle sue opere,fondendo razionalità e
simbologia, visione fisica e percezione ideale in
un'interpretazione della realtà oltre la sua
dimensione fenomenica. Pittura di contenuto che
amplifica la concettualizzazione in una animata
dialettica grafica, rendendo espressive le immagini
soprattutto con le vibrazioni del tessuto
coloristico. |
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S.P. |
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2004 |
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L'artista Bonnie-Kent Paul, è figura originale
contemporanea d'un astrattismo che potremo definire
metafisico,nel senso di voler rifuggire la rigida
fisicità reale, ma non per questo trascendere in
trasfigurazioni oniriche, o peggio ancora in
metapsichismi di maniera, poichè l'unico assunto
della sua esistenza di uomo e di artista, è quello
di considerare la forma nel suo" farsi", nel suo
concretizzarsi qualitativo è che spesso è
condizionato non già dal modo, bensì dal suo
collocarsi spazio-temporale. La sua forma è
evoluzione dinamica nello spazio, non certo, non
definito nel suo topico-temporale, ma come essenza
spirituale che si attua dinamicamente in tutto il
qualitativo possibile, ma che non può essere
definito come esigenza del reale, ma il reale che si
attua come armonia del caso. E la forma si lascia
definire, surrealismo dinamico-creativo,
nell'intricato labirinto prospettico spaziale, in
tutta la propria bellezza ed espressività, talchè
ogni elemento di se, ogni sua manifestazione, altri
non è che un armonico divenire e che l'artista
coglie e come sintesi che come attualità del suo
manifestarsi, mentre già Ella muta, evolve in altra
sua forma ed espressività che contiene in se e la
propria attualità conseguenziale come pure l'intima
ragione dinamico-trasformativa. In sintesi, nulla è
statico, tutto è dinamica attuazione, si che la
ragione, nel mentre coglie un aspetto, avverte
l'angoscia d'una propria intuita limitazione, poichè
tutta la realtà, anche se apparentemente statica,
intimamente è ragione d'un dinamismo armonico
evolutivo. E' la denuncia dell'uomo-artista, d'ogni
convenzione, d'ogni forma abitudinaria del pensiero
e dell'attività creativa e che limitano l'intima
comprensione del tutto e del rapporto armonico tra
"l'io", particola definita, e l'universale. In
sintesi ritenere ogni aspetto della realtà, pur
nelle propria originalità soggettiva, come
conseguenza di un insieme di enti formali che
l'hanno detrerminata, ma che nel contempo è essa
stessa parte di un'altra e più complessa
originalità, la quale, nel mentre si mostra è
già"altro". Ed è un processo quello dell'artista,
che mentre mette in discussione la fallace certezza
della realtà, contestualmente spinge la ragione ad
aprirsi a spazi prospettici più ampi, si da
cogliere, in un più complesso dinamismo prospettico-formale, quell'unica ragione che è
motore e fine d'un dinamismo armonico-evolutivo, in
quale altri non è che manifestazione dello Spirito
Assoluto |
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S.C. |
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2008 |
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Non è artista chi continua ad esserlo, ma chi smette
e ricomincia. E ha dentro la forza di farlo. Assioma
che segna ‘la vita sua et le opere’ di una
intelligenza geometrica che lo avvicina pur con
grandi ricorsi astorici al Novecento di Veronesi e
di Dadice....... Romagnolo puro profondo osservatore
della irrealtà. Ha avuto il coraggio civile di
riprendere tele e pennelli e riaprire con Dea Arte.
Ed è quanto basta……. Secondo chi qui scrive, il più
eclettico, eccentrico, operatore dei nostri giorni.
Nel 2006 “rinasce”,(almeno così pare), recupera le
non sudate carte, guachès ingialliti, vecchie tele
mai portate alla luce e cerca di ritrovare il centro
di gravità permanente espressivo, alternando
figurazione all’astratto al surreale. Il Bonnie sa
che essere originali, eclettici, eccentrici oggi
vuol dire esprimere un peso specifico culturale
elevato.… |
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D.C. |
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2009 |
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Nei dipinti di Paul Bonnie Kent, luce segno e
colore, si incontrano attraverso un gioco di
composizioni dando vita ad immagini vitali, di
inesauribile energia, che risucchiano lo spettatore
in un vortice di tinte passionali e appassionate. E
mentre il puzzle si compone, le figure evocate
emergono nella loro totale bellezza |
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E.C. |
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